Vivere insieme è un’esperienza meravigliosa

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di Nadia Manfredi

Nonostante Gaggiano abbia più di novemila abitanti spesso siamo capaci di dimenticarci di loro. Ci scordiamo del vicino di casa, del fruttivendolo, dei panettieri, dei nostri conoscenti e anche degli amici. Conosciamo persone da quando siamo nati, ma in realtà non sappiamo nulla di loro, perché non ci siamo mai spinti oltre i saluti di circostanza mentre siamo al supermercato o per strada. Non possiamo farcene però una colpa, perché come ho spesso sentito dire in paese “Abbiamo sempre fatto così”, ma oggi vi propongo un termine nuovo, che in chiesa e in oratorio da decenni cercano di insegnarci, il termine “comunità”.

Che cos’è dunque una comunità vi chiederete, il vero significato l’ho cercato in oratorio. Ho quindi domandato al nostro caro don Francesco di spiegarmi perché il nostro trovarci ogni domenica a messa non fa di noi una comunità. La sua risposta è stata pronta ed esaustiva, “la comunità va vissuta” bisogna essere partecipi ad ogni momento di essa, almeno spiritualmente, in modo tale che nessuno si senta solo o respinto, ma che ci sentiamo tutti sostenuti dagli altri come una grande e numerosa famiglia.

Dobbiamo cercare di vivere e condividere lavorando insieme per lo stesso scopo, ponendoci degli obiettivi comuni e portandoli a termine con determinazione, perché solo così possiamo superare le difficoltà, come ci insegna Gesù. Lui nonostante la sua “posizione di prestigio” si è unito a noi, camminando per le nostre strade e facendosi uno di noi, vivendo di noi. Non crediate che solo perché è vissuto migliaia di anni fa questo faccia di lui una specie di mito, no, lui cammina ancora per le nostre strade, insieme a noi prendendoci per mano e mostrandoci la strada, come fece con i discepoli, per trovare la vita comunitaria in modo tale da poter vivere contando sugli altri.

Come Gesù dobbiamo imparare a condividere il nostro amore con chi ci sta vicino ma soprattutto con chi non lo è, capisco che ciò che ho scritto finora possa sembrare un’utopia, una storia già sentita milioni di volte e mai messa in pratica veramente, ma ora è arrivato il momento di metterla in atto, scendete quindi in strada, sentite il profumo della primavera in arrivo e vivete, non solo per poter arrivare al giorno successivo, ma per uno scopo più grande, aiutare il prossimo incominciando nel nostro piccolo, dall’oratorio.

Come il mare riscalda l’aria d’inverno perché ha ricevuto il caldo dal sole in estate anche noi nonostante il letargo che ci porta a stare in casa in inverno possiamo trovarci e “scaldarci il cuore”, abbiamo tante occasioni per incontrarci e una di queste per esempio è stata la festa per il carnevale che come ha descritto il nostro don Sol è stata “un momento di vera gioia, un tripudio di emozioni che ha portato ad una vera voglia di collaborazione“.

Mamme, papà, nonni e nonne, ma anche giovani adulti, adolescenti e bambini si sono attivati per rendere la giornata divertente, frizzante e colorata. Con un sorriso pensiamo al passato ma guardiamo anche al futuro pensando ai numerosi appuntamenti che aspettano i nostri ragazzi, a partire dalla seconda media che partirà dopo Pasqua per il primo pellegrinaggio ad Assisi dopo tanti anni, e per la prima volta accompagnati da don Francesco.

Un grande pensiero anche ai ragazzi dalla terza media alla terza superiore che partono chiamati direttamente da Papa Francesco per il loro pellegrinaggio a Roma per il Giubileo. “Non in un albergo, non su comodi letti, ma con sacco a pelo e tanta voglia di stare insieme nello zaino, partiamo per crescere misericordiosi come il Padre e imparare a diventare una comunità unita, forte e che dura nel tempo” il don descrive così l’esperienza a cui parteciperà a breve, e con le stesse parole potremmo descrivere la nostra esperienza in oratorio e in chiesa. Abbiamo tanta voglia di stare insieme, di scoprire come si vive bene in comunità, abbiamo tutti qualcosa da regalare agli altri, un sorriso, una risata, la nostra fede sono la nostra forza più grande e se unita a quella degli altri possiamo diventare una cosa sola, come Gesù.

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