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Giancarlo Puecher Passivalli

(Milano, 23 agosto 1923 – Erba, 23 dicembre 1943).

Giancarlo_Puecher

Figlio di un notaio milanese, si arruolò a vent’anni in aviazione come allievo ufficiale. Dopo l’8 settembre 1943 (durante la seconda Guerra Mondiale) si aggregò ad un gruppo di Partigiani a Ponte Lambro, nei dintorni di Erba. Fu arrestato il 12 novembre dai Fascisti, durante il coprifuoco da essi proclamato il giorno prima a seguito dell’uccisione di Ugo Pontiggia e Angelo Pozzoli, aggrediti e uccisi da alcuni partigiani.

Detenuto insieme ad altri Partigiani, gli fu offerta la possibilità di fuggire, ma forte del suo altissimo senso di responsabilità e consapevole che la sua fuga avrebbe potuto nuocere ai suoi compagni detenuti, rifiutò.

Venne processato insieme ad altri sette prigionieri e condannato a morte per aver “promosso, organizzato e comandato una banda armata di sbandati dell’ex esercito allo scopo di sovvertire le istituzioni dello stato”.

Così scrisse ai suoi parenti qualche giorno prima dell’esecuzione:

«L’amavo troppo la mia Patria, non la tradite, e voi tutti giovani d’Italia seguite la mia via e avrete compenso della vostra lotta ardua nel ricostruire una nuova unità nazionale. Perdono a coloro che mi giustiziano perché non sanno quello che fanno e non pensano che l’uccidersi tra fratelli non produrrà mai la concordia. Ho sempre creduto in Dio e perciò accetto la Sua volontà.»

L’esecuzione avvenne a Erba, nel cimitero nuovo, il 23 dicembre 1943.

Forte della sua grandissime fede, davanti al plotone di esecuzione pregò per se e per i suoi uccisori, trovando nella preghiera il suo ultimo conforto.

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