Spettatori ubriachi di allegria all’Auditorium di Gaggiano

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di Aurora Puccio – foto A. Mantegazza e FavolaFolle

“I vini preparano gli animi e li rendono aperti agli ardori e Venere nei vini diviene fuoco aggiunto al fuoco”  [Ovidio]

Metti una sera che incontri a teatro Dioniso, Ovidio e Neruda. Al primo impatto pensi che non sia proprio una seratina leggera leggera. Dopo una settimana di duro lavoro, appesantire la mente con un introspezione interiore proprio non ti va. E se durante lo spettacolo degustassi un buon “vino spumeggiante nel bicchiere scintillante?”.

E’ quello che è successo Sabato 2 Aprile presso l’Auditorium di Gaggiano grazie ad un’idea di Carlo Compare, regista e direttore della Compagnia Teatrale Favola Folle che continua a regalare al nostro paese, spettacoli di cultura di alto livello. Con la collaborazione della bravissima sommelier gaggianese Silvia Di Stefano di Aperitifvintage, Carlo ha messo in scena un vero e proprio elogio alla bevanda per eccellenza: il vino.

La platea è rimasta incantata ed inebriata dalla bravura di Silvia Di Stefano che con professionalità e passione, ha guidato gli spettatori alla degustazione di quattro vini: il primo un Franciacorta Castelveder Extra Brut, il secondo un Lambrusco Maestri Nebbia e Sabbia di Podere Croccetta, il terzo un Dolcetto d’Alba Doc di Giuseppe Cortese, l’ultimo un Valpolicella classico Doc Re Pazzo di Terra di Leone. Ma non è stato solo un modo per imparare a conoscere le caratteristiche di un vino, Silvia, attraverso il racconto di una storia, quasi sempre leggendaria legata alla nascita di ciascun vino, ha voluto stimolare i partecipanti a riconoscere, attraverso il “proprio naso”, i possibili profumi contenuti nel vino.
Tra una degustazione e l’altra per dare il tempo di assaporare ogni bicchiere, gli attori sul palco hanno inneggiato alle qualità del vino attraverso la lettura di testi e canzoni. Il pianista Paolo De Stefano, le cantanti Chiara Crovetto e Penelope Pezzotta e l’attore Matteo Sala, hanno letteralmente trascinato il pubblico in una dimensione diversa dalla quotidianità, totalmente immersi in uno stato d’animo allegro e giocoso, dimostrando come alle volte basta un semplice bicchier di vino per lasciarsi andare e uscire fuori dai soliti schemi. Esattamente com’è stato questo spettacolo: completamente fuori dal solito già visto, eliminando il dualismo che esiste spesso nel pensare che due mondi apparentemente lontani come teatro e vino non possano intrecciarsi con con armonia e ritmo fondendosi in una cosa sola.

Bravissime Chiara e Penelope che sono passate con agilità, competenza e tecniche vocali eccellenti, da musiche pop moderne, al jazz fino ad arrivare al canto lirico, magistralmente supportate dall’ arrangiamento musicale di Paolo, che insieme alla scenografia ben congegnata dal regista ha dato il giusto tono alla serata. La passione della lettura di Matteo Sala ha completato la magia di questo spettacolo all’apparenza leggero così come vuole la nostra mente a cui non piace molto fare viaggi interiori. E’ vero che ad un certo punto in teatro ormai c’era un’aria frizzantina e allegra, ma Matteo leggendo con intensità emotiva, la bellissima poesia di Pablo Neruda ci ha ricordato e ci ha fatto riflettere, che la medaglia ha sempre due facce.

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