Separazioni e divorzi: com’è cambiata la legge • Il Legale risponde

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a cura dell’avv. Rossella Mileo

Avete un dubbio o una questione giuridica da risolvere? Potete scrivere attraverso il nostro giornale al “Legale risponde”, inviando una mail a : rispondelegale@gmail.com

Gentile Avvocato, io e mia moglie siamo sposati da 13 anni e abbiamo due figli. Siamo in procinto di separarci e vorremmo sapere come fare. Ho sentito parlare di una nuova legge sulla negoziazione assistita anche in materia di separazioni e divorzi. Di cosa si tratta?

Caro Lettore, la Legge n. 162/2014, in vigore dal 9 febbraio 2015, ha introdotto l’obbligo di tentare una conciliazione (negoziazione) prima di iniziare una causa per diverse ragioni: per richiedere il pagamento, a qualsiasi titolo, di somme inferiori a 50.000 Euro nonché per tutte le cause, indipendentemente dal valore, per il risarcimento del danno derivante da circolazione di veicoli e natanti, ma anche per procedere ad una separazione o al divorzio tra i coniugi. Il fine della norma è di quello stimolare le parti al raggiungimento di una soluzione consensuale, in particolare per separarsi o divorziare, ma anche modificarne le condizioni, senza dover adire l’autorità giudiziaria, e lasciando il ruolo di negoziatore all’avvocato, o, in presenza di situazioni senza figli minori, coinvolgendo direttamente l’Ufficio Comunale.

Ma veniamo al Vostro caso, in cui si richiede di avviare un procedimento di separazione consensuale con figli. La procedura prevista dalla legge è più semplice e veloce rispetto ad un tempo: i coniugi non devono più recarsi in Tribunale, davanti ad un Giudice, o attendere la fissazione di un ‘udienza o una sentenza. Grazie alla mediazione dell’avvocato che tenta la conciliazione, anche in presenza di figli, i coniugi sono invitati a dialogare trovando un accordo; quando raggiunto, il legale redige un atto, che, sottoscritto dalle parti, verrà trasmesso al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale competente al fine dell’ottenimento del nulla osta o l’autorizzazione. A questo punto, con l’approvazione del Procuratore, l’atto sarà inviato al Comune per l’annotazione della separazione o del divorzio presso l’Ufficio di Stato civile. Il procedimento per la separazione è quindi concluso; è doveroso però segnalare che in base a nuova Legge, entrata in vigore il 26 maggio 2015, sarà possibile divorziare non più attendendo i tre anni, ma solo 6 mesi, se la separazione è consensuale, o al massimo un anno se si decide di ricorrere al giudice.

Riguardo alla documentazione utile da raccogliere, è necessario allegare l’estratto per sunto dell’atto di matrimonio, il certificato di residenza e lo stato di famiglia dei coniugi; per il divorzio occorre, anche la sentenza di separazione. E’ necessario inoltre allegare le dichiarazioni dei redditi relativi agli ultimi tre anni se in presenza di figli, ma solo quando minorenni, maggiorenni non autosufficienti, portatori di handicap grave o incapaci. Come visto, la normativa punta sulla definizione delle questioni personali e familiari attraverso una nuova e più celere procedura, da attuarsi non più davanti ad un Giudice ma delegando molto al legale: qui non è semplicemente l’avvocato della parte, ma, incoraggiando la comunicazione tra i coniugi ed invitandoli alla cooperazione, assume le funzioni proprie del conciliatore; egli deve avvisare le parti della possibilità di esperire la mediazione familiare, tentare la conciliazione tra le stesse, ed in caso di figli minori, deve ricordare loro l’importanza che i figli trascorrano tempi adeguati con entrambi i genitori.

Per tali ragioni, la nuova legge in materia di separazione e divorzi non crea vincoli o limiti, ma anzi, finalmente riconosce e proclama un principio e un metodo per regolare le relazioni familiari, utile e risolutivo anche di altre controversie: quello del dialogo e del buon senso.

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