Profumo di Primavera • Tell me wine

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di Silvia Di Stefano

I profumi del vino in primavera rivelano tutte le sfumature floreali che la natura esalta in questo periodo dell’anno.

Gli aromi che il naso sarà in grado di ritrovare, dipendono da vari fattori quali il vitigno, il territorio di origine, le tecniche di vinificazione. La primavera, con i suoi colori delicati ma di rinascita, con i suoi profumi freschi e vegetali, ricorda la leggerezza della luce e strizza l’occhio all’estate che verrà. È immancabile, allora, il concedersi vini gioiosi e profumati che ricordano questa stagione e che esaltano il bouquet di fiori tipicamente primaverili: il narciso, il biancospino, ma anche il profumo delle rose o dei lillà, delle viole e dell’acacia, che troviamo spesso nei vini freschi e giovani, rappresentano ricordi di giochi all’aria aperta. Ci sono allora aromi che percepiamo al naso e che derivano dall’uva stessa; essi prendono il nome di primari e appartengono alle uve dette aromatiche:

  • Gewurztraminer
  • Moscato
  • Malvasia
  • Brachetto

I Moscati, dal bianco al rosa passando per il Goldmuskateller, esprimono tipicamente un bouquet inconfondibile di glicine, tiglio, acacia e in fondo una fragranza di rosa rossa sottolineata dall’appassimento del moscato rosa in particolare.

I traminer sono esplosivi! Nasi intensi e persistenti di fiori dolci e di campo che non mollano mai il colpo.

Le malvasie, invece, sono più vegetali, dal gelsomino ai profumi di fiori del ribes e del melo.

Quando il succo d’uva fermenta, avvengono importanti reazioni chimiche a catena nel corpo del futuro nettare di Bacco, creando miscele che ricordano i vari aromi e sentori. Ecco quindi che, al nostro naso, l’alcol feniletilico, l’aldeide anisica, il beta ionone, il feniletanolo, solo per citarne alcuni, evocano le più romantiche e poetiche rose, biancospino, violette, ginestre e peonie. Questo è ciò che chiamiamo aromi secondari che derivano dal processo di vinificazione.

Poi però, lo sappiamo, il vino matura fino ad invecchiare e allora anche le componenti aromatiche tendono a modificarsi dando così origine ai terziari dovuti perciò al trascorrere del tempo. Il nostro naso, allenato a memorizzare durante la vita diversi odori, sarà perciò in grado di annusare il vino e scoprire quali note sono più intense e percettibili. Fra tutte queste sfumature la nota floreale è sempre presente, facendo capolino con differenti sfaccettature: i sentori primaverili si percepiscono nei vini bianchi giovani che presentano sfumature di fiori freschi principalmente bianchi, come la rosa bianca la quale si riconosce facilmente nel Gewurztraminer, i fiori di narciso e di gelsomino che riconducono al profumo dello Chardonnay.

Così come anche nei vini rossi non sarà difficile poter percepire i fiori freschi più tendenti al rosso come le violette di campo nel Sangiovese, la viola mammola e la viola nel Barolo e nel Barbaresco. I profumi floreali si trasformano poi, diventando meno fragranti, in sentori di fiori appassiti o secchi come avviene soprattutto nei vini rossi dopo un lungo affinamento. La stagione preposta al risveglio della natura dopo il periodo invernale, avrà l’ulteriore compito di portare sulle nostre tavole vini dal bouquet profumatissimo!

Silvia-Di-Stefano

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