Perché ci ammaliamo? • Benessere Naturale

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di Patrizia Rossetto

Il nostro corpo si ammala più o meno spesso, la nostra mente è ingabbiata in pensieri che ci torturano, le nostre emozioni, al posto di essere passeggere, permangono a lungo nel corpo generando una chimica non sempre favorevole. Siamo Corpo. Siamo Mente. Siamo Anima.

Spesso ci si dimentica di tutte queste componenti e si va dal medico incapponendosi a curare “soltanto” il corpo, ma il corpo, nella maggior parte delle volte, è la punta di un iceberg. Le situazioni, le relazioni con altre persone, il modo in cui viviamo i ricordi del nostro passato creano dei conflitti dentro di noi, conflitti che, a loro volta, generano delle reazioni biochimiche nel nostro corpo le quali possono arrivare a creare delle vere e proprie patologie.

Ogni patologia ha un significato psicosomatico molto chiaro, la nostra Psiche e la nostra Anima cercano di comunicare con la nostra parte cosciente proprio con la somatizzazione della patologia; se il conflitto viene portatto a livello cosciente, viene compreso e metabolizzato, inneschiamo autonomamente dei processi di guarigione e, soprattutto, facciamo in modo che il sintomo non si ripresenti più. Se dopo qualche tempo il sintomo compare nuovamente significa che le cellule hanno immagazzinato nella loro memoria la somatizzazione della patologia e riattivano quella memoria ogni volta che il conflitto è in atto quando non è stato del tutto superato e integrato.

Ci sono le somatizzazioni di difesa nei confronti dell’esterno, ogni volta che facciamo entrare troppo o non facciamo uscire abbastanza da dentro: problemi della pelle, dermatiti, psoriasi, invasioni tipo verruche o pidocchi. Ci sono le somatizzazioni a carico dell’apparato gastro-enterico, facciamo entrare contenuti che non ci piacciono e non ci appartengono e o tentiamo di farli riuscire dall’alto (ad esempio reflusso gastroesofageo) oppure dal basso (coliti e intolleranze, in questo caso il nemico viene riflesso sul cibo che diventa simbolicamente ciò che va eliminato).

Ci sono tutte quelle situazioni in cui non riusciamo a dire e a comportarci come vorremmo, ascoltiamo per troppo tempo parole che ci feriscono e non facciamo nulla per proteggerci oppure tiriamo le nostre energie fino allo sfinimento e tutta l’energia non manifestata all’esterno si blocca negli organi della comunicazione (mal di gola), di ascolto (otiti), fino alla resa (influenza ecc) in cui finalmente inconsciamente ci diamo l’autorizzazione a riposarci.

Tutte queste situazioni possono essere gestite a monte, senza dover necessariamente arrivare a somatizzare e ad ammalarsi ogni volta. È necessario sviluppare prima di tutto una consapevolezza di connessione e ascolto di ognuna delle nostre parti e la capacità di andare incontro ai nostri bisogni e alle nostre richieste prendendoci il tempo che queste richiedono, il famoso “tempo per sé” non per egoismo, ma perché ognuno di noi è responsabile della propia vita e delle propria salute.

Sono le nostre scelte alimentari, lo stare nel corpo e nel giusto movimento, la calibrazione dei nostri pensieri e delle nostre emozioni a generare un sistema di equilibrio che è assolutamente personale per ognuno di noi. Ci si può affidare a dei professionisti del benessere e della salute certo, ma ricordiamoci che il primo medico di noi stessi siamo proprio noi e nessuno può sapere meglio di noi di cosa abbiamo davvero bisogno.

Buona salute a tutti.

Patrizia-Rossetto-il-Giardino-delle-Farfalle

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