L’uva soffiata • Tell me wine

0

di Silvia Di Stefano

Pantelleria. Contrada Bukkuram. Innamoramento a prima vista. Marco rimane folgorato da una terra che già pregusta essere la madre di un’uva, il Moscato d’Alessandria, morbida come una seta. Erano i primi anni ’80, quando Marco De Bartoli approda sull’isola provenendo da Marsala, dove già aveva creato una splendida realtà vitivinicola. Parla con la gente del luogo, con gli anziani agricoltori di Pantelleria prima di decidere di realizzare una nuova cantina in un dammuso con 5 ettari di vigneto vitato a Zibibbo. Impara che questa diventa con sapienza “nettare degli Dei” nella zona di Pantelleria più vocata, Bukkuram appunto, che in arabo significa “padre della vigna”.

E così, trascorsi gli anni di preparazione della vite, inizia una produzione puntuale e assolata di Passito di Pantelleria che necessita del sole d’agosto per poter regalare piacevoli sensazioni al vino. Le grandi annate permettono di produrre il Passito di Pantelleria Bukkuram che prende il nome dalla contrada. Quando la stagione, invece, regala freschezza e gioventù all’uva, ecco che si vinifica il Passito di Pantelleria Sole d’Agosto nella sua inconfondibile bottiglia arrotondata.

Ma eccoci al 2018. Eccoci al principio di settembre, quando in contrada si fa un’amara scoperta: tutte le uve raccolte e lasciate ad appassire sugli stenditoi areati sono state rubate. Sì, avete capito bene. Rubate! Inimmaginabile un’uva rubata. Sparita in una notte, come portata via in un alito di vento.

Si può certo immaginare lo sconforto di una cantina che sapientemente attende il momento della vendemmia, quello giusto, quello migliore per permettere al frutto di diventare ottimo vino e poi…poi più nulla. Soffiata l’uva, soffiato il vino. Sparisce l’idea dell’”ottima annata”. Si sgretola il sogno di ottenere un nettare prezioso dal lavoro faticoso e assolato di un anno intero.

Ma come si dice “non tutti i mali vengono per nuocere” e come in una favola a lieto fine, trionfa la giustizia e il buon cuore. Questo sarà l’anno del “Passito di Pantelleria Solidale”, non del Bukkuram e basta, non del Sole d’Agosto e basta. Sarà l’”ottima annata” di un vino ottenuto dal gesto solidale delle cantine amiche, che sull’isola hanno donato parte della loro vendemmia alla cantina Marco De Bartoli, nonostante di Marco sia rimasta ai figli la caparbietà, la sapienza, la speranza.

Un’ottima annata di solidarietà.

Silvia-Di-Stefano

Comments are closed.