La frazione di Barate

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Proseguendo nel nostro percorso attraverso le frazioni di Gaggiano, intrapreso nello scorso numero con “Il Borgo di Fagnano”, questa volta ci immergiamo nelle amene campagne di Barate. Percorrendo il viale delle Rimembranze (per i gaggianesi semplicemente “la strada del cimitero”) e proseguendo sempre diritto per la strada di campagna si arriva alla frazione di Barate. Ora è necessario attraversare la circonvallazione per accedere alla strada per la frazione, ma una volta era diretta, una gita in bicicletta senza ostacoli, con un panorama che lasciava i forestieri senza fiato e noi gaggianesi felici di abitarci. Da ragazzi nelle giornate estive era normale prendere la bicicletta ed andare a Barate a mangiare la granita dal Magenes (allora non era ancora un ristorante). Ci si trovava a chiacchierare e a rinfrescarsi dal caldo estivo, verso sera si ripartiva in sella alla bicicletta e si ritornava a casa sereni e spensierati dopo aver passato un pomeriggio nella tranquillità della frazione. Oppure si andava a mangiare la pizza alla pizzeria Oasi, il sabato sera, con gli amici, la classe o in famiglia.

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Barate: chiesa di Sant’Andrea

STORIA

Barate fu un Comune e sotto il regno di Maria Teresa d’Austria contava ben 480 abitanti; venne poi soppresso ed annesso a Vigano da Napoleone. Il Comune di Barate venne di nuovo ripristinato quando gli austriaci ritornarono al potere, ma spostandolo sotto la provincia di Pavia. Fu, infine, Vittorio Emanuele II che nel 1869 sciolse il comune e lo annesse definitivamente a Gaggiano.

Barate nel 1945
Barate nel 1945

ARTE

Barate fu sede di parrocchia fin dal ‘500, la chiesa di Sant’Andrea (le cui origini risalgono all’XI secolo) aveva accanto un cimitero triangolare. La struttura che vediamo oggi fu modificata verso la metà dell’800 ed al suo interno troviamo affreschi realizzati personalmente, nelle prima metà del ‘900, dall’allora parroco di Barate don Giulio Pizzoccheri. Don Giulio, al quale nel 2014 è stato intestato il Centro Civico di Vigano, fu parroco di Barate per 48 anni, dal 1916 al 1964. Egli oltre ai suoi doveri verso i parrocchiani, coltivava la sua passione per la pittura e la scultura del legno. Le sue opere sono ancora visibili nella chiesa di Sant’Andrea apostolo.

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Lo Studio Botanico Bonsai

Barate riamane ancora oggi un tranquillo paesino dove potersi godere la gioia e la quiete che solo la campagna sa infondere. Anche i forestieri arrivano dalla città per godersi l’atmosfera di Barate e la genuinità dei piatti dei due rinomati Ristoranti della frazione. Dopo un bel pranzo è possibile visitare lo Studio Botanico, spazio dedicato all’insegnamento dell’arte dei bonsai. Una giornata all’insegna della cucina e della campagna, magari in compagnia degli amici, non c’è niente di meglio per rinfrancare lo spirito e rigenerarsi per affrontare la vita frenetica a cui siamo ormai abituati.

Articolo pubblicato su Gaggiano Magazine n.1 – inverno 2016

testo di Alessandra Gatti – foto di Claudio Gandelli e Marco Costanzo

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