La cappella della Madonna del Dosso – tra storia e leggenda

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di Marco Costanzo

La Cappella della Madonna del Dosso sorge tra le cascine Baitana e Cantalupo, nel territorio di Gaggiano ed è una piccolissima costruzione, di circa 36 mq con un portico sul davanti largo quanto la cappella stessa, profondo circa 2 metri e sostenuto da due pilastri. Sotto al portico due panche di pietra offrono agli escursionisti la possibilità̀ di sedersi in modo da potersi godere il silenzio e la tranquillità̀ del luogo. La porta di accesso è in ferro mentre ai lati ci sono due finestrelle chiuse da una inferriata di sicurezza e da una fitta rete metallica. Altre due finestre sono presenti nelle pareti laterali. All’interno, in posizione centrale sulla parete di fronte all’ingresso, fa bella mostra di sè il piccolo altare sopra il quale una tela riproduce l’Annunciazione mentre a lato è presente un quadro raffigurante una Madonna che allatta il Bambino.

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LA STORIA

L’anno di costruzione della Cappella non è certo, a causa della mancanza di documenti che ne comprovino con esattezza la data. La sua storia conosciuta parte dal XII secolo, quando Bonirola si chiamava Iborino ed era una località̀ indipendente formata da pochi insediamenti e cascine. Iborino prende il nome da un’antica tribù̀ Celtica, gli Iborinipresenti in questa zona alcuni secoli prima di Cristo e presto assimilati dal popolo degli Insubri. Già alla fine del XVI secolo esisteva una cappella chiamata Madonna dei Borini.

A quell’epoca in questa zona c’erano due “oratori”, uno dedicato a San Materno (in località̀ Boscaccio) e uno dedicato alla Madonna dell’Annunciazione. Quest’ultimo non era altro che una piccola chiesetta edificata sopra i resti di Iborino, ridotto ormai ad un semplice cumulo di macerie ricoperte dal terreno: il dosso. Ma queste sono solo ipotesi poiché́ il primo documento che certifica l’esistenza della Cappella è una mappa della fine del XVIII secolo sulla quale è rappresentata con chiarezza.

In seguito, nel 1859 (anno della Battaglia di Magenta) una lettera di Don Remigio Sansottera neo parroco di Gaggiano, cita la presenza, nella campagna dei Borini, di una cappella ristrutturata l’anno prima per volere del proprietario terriero e in accordo col precedente parroco e chiede alla Diocesi di rimborsare al fittabile la somma anticipata a tale scopo. L’edificio viene poi ristrutturato negli anni 30 del XX secolo, nuovamente dopo la guerra e più̀ recentemente nel 1985. Con il passare degli anni e a causa di questi rifacimenti, l’affresco dell’Annunciazione posto sulla parete nord si degrada fino a perdersi completamente. Fu il pittore Mario Albertella a riprodurlo su tela, su commissione della Parrocchia, nel 1945 prima che venisse completamente distrutto. Il dipinto misura cm 144×210 ed è custodito all’interno sul muro sopra l’altare.

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LA FESTA AL DOSSO

Dal 1925 fino a qualche decennio fa, ogni anno, precisamente il 25 marzo, giorno dell’Annunciazione, alla Madonna del Dosso veniva organizzata una funzione religiosa seguita da una festa durante la quale si svolgevano balli, musiche e giochi campestri come l’albero della cuccagna e il salto dell’oca. Non mancavano bancarelle con dolciumi e allegre bevute che venivano poi smaltite sulla via del ritorno.

Di quella tradizione è rimasto, ancora oggi, solo il rito della Messa.

1950 Cappella della Madonna del Dosso (Foto archivio "Il Rachinaldo")
1950 Cappella della Madonna del Dosso (Foto archivio “Il Rachinaldo”)

LA LEGGENDA

A questo luogo è legata una leggenda che si tramanda da generazioni. Narra di un contadino, vissuto secoli fa in questo posto, che durante l’aratura del terreno vede i buoi si fermarsi di colpo, senza un apparente motivo. Inutili i tentativi dell’uomo di far loro riprendere il lavoro, sia con le buone che con le cattive, gli animali non ne vogliono sapere, anzi piegano le zampe e si siedono sul terreno. Nonostante la concitazione, il contadino si accorge che l’aratro durante la solcatura ha sollevato qualcosa dal terreno. Scavando con le mani ne viene fuori un pezzo di muro sul quale è dipinta una Madonna. Comprensibilmente stupito, il contadino lo prende, lo porta in chiesa e lo consegna al parroco. Il giorno dopo, ripreso il lavoro e ripassando nello stesso punto, i buoi si fermano nuovamente. Il contadino, guardando nel terreno in prossimità̀ della lama dell’aratro ritrova lo stesso muro con lo stesso dipinto della Madonna. Quasi contemporaneamente il parroco recatosi in chiesa si accorge che il muro consegnatogli il giorno prima non c’è più̀. Pensando che lo abbia ripreso lui, va in cerca del contadino il quale nel frattempo lo sta riportando in chiesa. Riconsegnato al parroco il dipinto sul muro, il contadino torna al lavoro ma, il giorno dopo, per la terza volta, i buoi si fermano nello stesso punto. Il muro sparisce ogni volta dalla chiesa e si ritrova nel terreno. Così per quattro volte. A quel punto i paesani, che nel frattempo sono venuti a conoscenza di quell’evento miracoloso, capiscono che la Madonna vuole rimanere in quel campo. Decidono così di costruire una cappella e lo sistemano al suo interno.

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COME ARRIVARE

Il Dosso si raggiunge a piedi o in bicicletta, percorrendo una delle tre strade sterrate. La prima parte da cascina Baitana, azienda agricola posta a ridosso della strada che collega Gaggiano con Barate. Dalla cascina si imbocca il sentiero alla sinistra dell’edificio e lo si percorre per circa 500 metri, gli ultimi 200 dei quali sono stati recentemente pavimentati a mattonelle e protetti da una staccionata di legno lato fosso. La seconda parte da cascina Cantalupo, dal lato opposto e si percorre per circa 800 metri. La terza parte da cascina Schenavoglia e si ricollega alla strada della Cantalupo giungendo a destinazione dopo circa 1500 metri.

Il Dosso è una meta obbligatoria durante le escursioni in tutte le stagioni. A piedi o in bicicletta si può̀ godere della tranquillità̀ della campagna resa ancora più̀ bella d’estate dai campi coltivati a riso o granoturco.

Fonti: “Madonna del Dossoedizioni Circolo del Ponte – marzo 2000

Paolo Migliavacca esperto di storia locale

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