Intervista ai vertici dell’Unione “I Fontanili”

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di Stefano Re

Mentre il sole cercava a fatica un pertugio tra le nuvole, a illuminarci le dinamiche del fermo del marocchino Abdel Majid Touil, avvenuto in data 20 maggio 2015, sono stati alcuni dirigenti dell’Unione di Polizia locale dei Comuni “I Fontanili”.
Al tavolo con il sottoscritto ed il responsabile di GaggianOnline Marco Costanzo, c’erano il Presidente dell’ Unione Nadia Verduci, il comandante Alessandro Ghizzardi e il vicecomandante Maurizio Grottoli.
“Partiamo dall’antefatto” ci dice Ghizzardi. “Siamo stati contattati una quindicina di giorni fa dalla Digos di Milano per l’identificazione di una persona segnalata nella zona a sud-ovest della provincia. Dopo alcune verifiche abbiamo identificato l’appartamento in via Pitagora fino all’individuazione del soggetto. Tenga conto che non eravamo allora a conoscenza dell’esatto capo d’imputazione dell’individuo”.
Così i nostri agenti mettono in atto un piano di appostamento coordinato dal vice comandante Grottoli, che con alcuni agenti (tutti addestrati per ogni evenienza) e alcune autovetture piazzate in punti strategici, riescono a fermare il Touil.
“Ci siamo coordinati secondo un piano prestabilito senza avere contezza di quale fosse il reale motivo”, dice Grottoli. “Abbiamo agito simulando un controllo dei documenti sapendo che Abdel Majid Touil ne era sprovvisto. Sapevamo che su di lui c’era un provvedimento di espulsione emesso dalla Questura di Agrigento. All’alt il soggetto non ha opposto resistenza ed in continuo contatto con la Digos il fermato è stato portato prima in sede presso i Fontanili e poi presso la caserma dei carabinieri di Abbiategrasso per le foto di rito. Da lì è poi stato trasferito presso la questura di Milano, dove siamo stati informati dalla Procura di Roma che su Abdel Majid Touil c’era un provvedimento di cattura internazionale, per presunta implicazione con l’attentato al Museo del Bardo di Tunisi.”
Ora sono in corso le indagini del magistrato, ma, aggiunge Nadia Verduci, “un plauso va al Comando dell’Unione dei Comuni “I fontanili” che ha operato in sicurezza per il fermo di un immigrato con provvedimento di espulsione. Operazione condotta grazie alla formazione degli agenti che spesso operano senza contezza del codice di allerta legato al malvivente”.
Nel frattempo il sole trova un pertugio tra le nuvole. Anche l’aria si ossigena, anche i Fontanili respirano.

NADIA VERDUCI A NOME DELL’UNIONE

Vorrei innanzitutto ringraziare a nome mio e di tutta la Giunta gli agenti della Polizia Locale per la preziosissima opera di prevenzione e controllo del territorio su tutti i Comuni dell’Unione.

Premetto che spesso i nostri agenti, oltre al loro tradizionale ruolo, sono chiamati ad intervenire ed operare in emergenza come organo di Polizia effettivo, senza la completa equiparazione alle altre Forze dell’Ordine, in particolare in confronto con  l’Arma dei Carabinieri e la Polizia di Stato, delegati a tale scopo per competenza.
Questa operazione comunque rafforza la nostra intenzione di continuare a lavorare per potenziare ulteriormente  il collegamento operativo ed informativo tra le varie forze in campo.
Al di là del caso in questione, eclatante anche a livello internazionale, vorrei rimarcare come nella precedente settimana siano stati ben dieci i casi di persone fermate durante azioni di prevenzione e controllo sui territori dell’unione col contributo fondamentale dei nostri agenti.
Questi interventi presentano due risvolti fondamentali.
Il primo ha permesso di individuare personaggi fortemente sospettati di preparare, ed in alcuni casi sembrerebbe  pronti a realizzare reati sul territorio, dando così un forte e chiaro segnale a chi intende delinquere della vigilanza e del presidio delle nostre zone.

ll secondo importante riscontro è quello derivante dal fatto che, quasi tutti questi interventi, sono stati realizzati sulla base di segnalazioni tempestive ricevute da parte dei Cittadini.
Essi possono rappresentare un contributo fondamentale per aumentare la capacità di controllo segnalando celermente presenze o comportamenti anomali sul territorio, perché ognuno di noi conosce la propria via o quartiere meglio di chiunque altro. A volte è meglio una segnalazione preventiva, che capita a volte fortunatamente risultare infondata, piuttosto che una denuncia a posteriori.

Queste operazioni essendo di pura prevenzione purtroppo non hanno avuto  l’eco necessaria,
perchè non traducendosi in un reato effettivamente commesso, pur avendo probabilmente determinato il non realizzarsi di eventi criminosi, non appaiono significative  agli occhi dei più. Siamo sicuramente in grado di conteggiare i reati avvenuti ma non sapremo mai quantificare purtroppo i reati, a volte anche casualmente, preventivamente sventati.

Vorrei inoltre specificare, contrariamente a quanto da alcuni sostenuto, come la visione dei soci fondatori dell’Unione tra i quali Gaggiano e Noviglio si stia tramutando in una effettiva realtà. Solo con un controllo ed uno scambio continuo di informazioni coordinate da un’unica centrale operativa tra i vari Comuni aderenti o convenzionati si riesce a condurre a termine tali interventi di prevenzione.
Cito un esempio concreto tra i tanti.
Lo scorso mese di dicembre è stata intercettata un auto ed arrestato il suo conducente a Gaggiano dopo che tale mezzo era stato segnalato a Noviglio ed a Gudo Visconti in occasione di furti in zona. E’ facile comprendere come un singolo comune che si ritrovi a gestire tali informazioni solo nel proprio ambito vada a sprecare un patrimonio di conoscenza necessario per la sicurezza di tutti.

Non possiamo negare che ultimamente reati quali i furti in abitazioni e ville siano aumentati su tutto il territorio nazionale ed in particolare nelle province di Milano e Pavia, ma per quanto ci riguarda e nei limiti delle nostre possibilità, disponibilità e competenze, intendiamo garantire il nostro massimo impegno per contrastare ulteriormente tali fenomeni.”

 

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