Cercasi scuola disperatamente

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di Silvia Mioli – Associazione Genitori Gaggiano

Il dado è tratto, le iscrizioni a scuola sono ormai chiuse, le scelte sono state fatte. Adesso si tratta solo di attendere la risposta da parte della scuola, la risposta che ci consentirà di dormire sonni più tranquilli, la risposta che aprirà una nuova porta nel futuro dei nostri figli.

Dopo interminabili weekend passati a fare open day in scuole di ogni ordine e grado a partire dalle elementari fino alle superiori, dopo discussioni, valutazioni, considerazioni di ogni genere, il 22 gennaio finalmente il Ministero dell’Istruzione ha aperto le iscrizioni online. Ci tengo a sottolineare “online” perché questo ha portato ulteriori ansie ed insicurezze in molti di noi che, la mattina stessa del 22, erano già attaccati al computer litigando con codici meccanografici, tempo base o tempo pieno, scelta della lingua, preferenze di vario genere, insomma una lunga serie di informazioni e richieste da inserire in questo bellissimo modulo che hanno procurato ulteriore panico ed insicurezza nelle nostre menti.

“Avrò fatto giusto? Avrò inserito tutto?” ma soprattutto “Sarà la scelta giusta per il mio bambino?”

Che si tratti di qualsiasi livello di scuola le domande che ci poniamo sono sempre le stesse, anzi più si avanza di grado più le cose peggiorano, più scelte dobbiamo fare e l’ansia aumenta.

Il 16 gennaio mattina ci sono stati gli open day delle nostre scuole di Gaggiano, sia alle elementari che alle medie i saloni erano strapieni di genitori, tutti preoccupati di dover fare questa scelta così importante per il futuro dei loro figli, durante le riunioni sono state fatte le domande più disparate ed a volte anche assurde alle quali i docenti hanno risposto sempre prontamente, ma spesso questo non è sufficiente per tranquillizzarci.

Ci sono poi le famiglie che vengono da fuori paese e che vorrebbero inserire i loro bambini nella nostra scuola per cui si comincia a fare la conta: “Quanti sono i bambini? Quante classi faranno? Quanti fanno il base e quanti il pieno? Chi saranno i docenti che si occuperanno del mio bambino? Ma gli insegnanti sono bravi?” Insomma un concentrato di ansia e perplessità che non si dissipa al termine della riunione, anzi aumenta e cresce in maniera smisurata perché le informazioni, anche se esaurienti, non sono mai abbastanza.

Per questo motivo nelle nostre scuole vengono fatti dei percorsi “formativi”, o meglio i docenti spesso accompagnati da esperti esterni, incontrano i genitori, spiegano, informano e cercano di tranquillizzare.

Alle scuole elementari provvedono le insegnanti, sempre in contatto con i professori, a consigliare ed indirizzare le famiglie; alle scuole medie i professori fanno lo stesso ma appoggiandosi ad aiuti esterni. Vengono chiamati degli specialisti che supportano i docenti nel lavoro di orientamento per le scuole superiori.

A metà gennaio uno di questi esperti è venuto a Gaggiano, presso la Scuola Media, a parlare con i genitori, il Professore Francesco Dell’Oro, responsabile del servizio orientamento scolastico del Comune di Milano fino a pochi anni fa, adesso in pensione e dedito a convegni e sostegno nel percorso di orientamento dei ragazzi di terza media.

Il Professor Dell’Oro è venuto da noi, ha tenuto banco per più di due ore, l’aula video dove si è tenuto l’incontro era strapiena e non solo di genitori di terza media. Ha parlato sia dell’aspetto orientativo che del rapporto che i nostri ragazzi hanno con la scuola e soprattutto con noi genitori, delle aspettative dei genitori ma anche delle aspettative dei ragazzi di cui, purtroppo, spesso non si tiene conto. E’ stato istruttivo, interessante e anche divertente, ma soprattutto ha portato i genitori presenti, me compresa, a fare riflessioni importanti. Ha messo in discussione alcune dinamiche scolastiche a partire dai voti, i compiti, alcuni atteggiamenti degli insegnanti, ha messo in discussione le dinamiche familiari, i nostri atteggiamenti verso i figli, spesso aggressivi, minatori, troppo preoccupati per i voti, (il famoso rendimento scolastico), troppo presi dalla quotidianità per accorgerci del disagio che invece troppo spesso i ragazzi provano, disagio dovuto alla continua pressione del “buon rendimento”, dovuto alla pressione alle scelte che devono fare per il loro futuro e che spesso non sono in grado di fare, dovuto alla famiglie che involontariamente intervengono in maniera non corretta con i propri figli, insomma di motivi per provare disagio ne hanno molti e noi, a volte, neanche ce ne rendiamo conto.

Il Professor Dell’Oro ci ha fornito diversi spunti di riflessione facendo qualche e esempio di vita quotidiana, ad esempio: ” 16.30, il nostro bambino esce da scuola e noi siamo lì, che allunghiamo la testa per vederlo e farci vedere da lui, la maestra lo accompagna all’uscita, lui ci corre incontro e noi cosa facciamo, cosa gli diciamo? “Ciao amore, tutto bene? A scuola oggi come è andata?”e il nostro bambino pensa “che palle, sono appena uscito e già mi stressa” oppure: “Ti ha riconsegnato la verifica? Quanto hai preso? Come 7, hai preso solo 7? E gli altri cosa hanno preso?” e lui pensa ancora una volta :”uffa che palle, ma cosa le interessa di quanto hanno preso gli altri” ed ha ragione, si ha ragione lui e torto noi.

Eppure continuiamo a farlo è più forte di noi è l’ansia da prestazione che riversiamo sui nostri figli facendoli poi vivere male il rapporto con la scuola e così tanti altri esempi che diventando spunti per riflessioni e mi auguro, motivo di cambiamenti e nuovi propositi.

Mi auguro che il Professor Dell’Oro possa tornare presto nelle nostre scuole, spero che i genitori presenti siano ancora di più e che, come è successo a me, possa scuotere qualche coscienza e provare a cambiare qualcosa e non solo nelle famiglie ma anche nel contesto scolastico.

Grazie Professor Dell’Oro

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