Buon compleanno Freccia Azzurra

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di Aurora Puccio

Logo2015_Freccia-Azzurra-Gaggiano-e-70-anniLa storica società sportiva gaggianese da sempre legata all’oratorio della chiesa di Sant’Invenzio, quest’anno ha festeggiato i suoi primi 70 anni. Proprio nel 2015 c’è stato un cambio generazionale nelle cariche dirigenziali. Marco Pavesi è il nuovo presidente, Davide Ferrari il direttore sportivo per la pallavolo, mentre Massimo Panarelli per il settore calcio. Tutti gaggianesi che fin da piccoli hanno in questi campi tirato i loro primi calci al pallone. Si tratta, quindi, soprattutto di un legame affettivo oltre che passione per lo sport. Quando incontro Marco e Davide, seduti sugli spalti, cominciano a parlarmi di questa loro nuova avventura, con sentita partecipazione. Rilevano più volte come, il punto di forza di questa società sia l’accoglienza. Qui sono accolti tutti quelli che vogliono giocare, senza nessuna distinzione di sesso, razza o religione, continuando la tradizione e funzione sociale importante che un oratorio svolge all’interno di una comunità. La filosofia della Freccia si basa prima di tutto sul rispetto del lato umano delle persone che vi fanno parte. Qui i ragazzi imparano la capacità di stare in gruppo, la meritocrazia, il rispetto verso gli altri, saper condividere e impegnarsi nel gioco di squadra, cercando in questo modo di allontanarli dal troppo individualismo, valori da tempo quasi dimenticati di certo non per colpa dei ragazzi che traggono esempio dagli adulti. Solo in seguito si valuta l’aspetto tecnico. Quest’ultimo punto, gioia e dolori dei dirigenti, è come spesso accade nello sport, il punto su cui si hanno maggiori divergenze di opinioni con i genitori. Tengono immediatamente a chiarire un concetto spesso frainteso: un conto è giocare e questo è permesso a tutti attraverso partite amichevoli, altro discorso è essere inseriti nelle squadre di categoria, dove invece per entrare occorre essere preparati tecnicamente. Questa possibilità è data a tutti, ma il difficile per alcuni genitori, è accettare che il proprio figlio non sia un campione e probabilmente non interessa neanche a lui esserlo perché vuole solo divertirsi con i suoi amici.

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Un po’ di Storia

(dal sito www.frecciazzurra.com)

Don_Zoia
Don Giovanni Zoia

La Freccia Azzurra fu fondata nel 1945 per iniziativa di Don Giovanni Zoia, un giovane prete inviato a Gaggiano appena ordinato nel 1938. Don Zoia era un prete di alta spiritualità, abituato per sua natura a guardare avanti; era molto dinamico, e amava molto lo sport. Fu per questa sua indole che nel suo Oratorio già nei primi giorni successivi alla fine della guerra, si inventò la Freccia Azzurra. Gli allenamenti si facevano nelle campagne del “Gerbùn” e, superate non poche difficoltà, col consenso dei fittabili, signori Gorini, fu ottenuto in affitto dall’E.C.A. di Milano l’attuale campo, sia pure sistemato diversamente. Il pezzo di terra concesso è abbastanza vicino all’oratorio (sitrova a non più di 300 metri di distanza) ed era sufficiente per realizzare un campo di calcio quasi regolare. Al campo non c’erano gli spogliatoi, i giocatori per cambiarsi e prepararsi alla partita utilizzavano il magazzino della chiesa. Questo durò almeno per dieci anni. È infatti verso la metà degli anni ’50 che don Stefano Bianchi (coadiutore dal 1953 al 1960), fece costruire in Oratorio, una palazzina con spogliatoi, non solo per la comodità della propria squadra ma anche per poter offrire un’accoglienza più decorosa alle squadre ospiti e all’arbitro. L’aula soprastante agli spogliatoi venne da subito destinata a SEDE della Freccia, ove tenere riunioni e svolgere tutte quelle altre funzioni d’ufficio inerenti all’attività associativa. Oggi la Freccia può contare su 3 campi da gioco e dispone di un edificio adibito a spogliatoi (in fase di ampliamento) e magazzino, di un bar attrezzato ed una tribuna per gli spettatori.

Freccia-Azzurra-1986

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