Beppe Gorini Gazza d’Oro 2016

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di Alessandra Gatti

Giuseppe Gorini l’8 maggio ha ricevuto il premio “Gazza d’Oro”, un riconoscimento che viene assegnato ogni anno a chi si è particolarmente distinto nell’attività di volontariato. Sono le associazioni presenti sul territorio a decidere a chi assegnare l’onorificenza. Ho avuto la possibilità di intervistare “il Beppe” e mi ha raccontato un po’ di sé.

Allora Beppe classe ’74, quindi giovane, sei stato premiato con la “Gazza d’Oro”, una grande soddisfazione.

Sì, davvero soddisfatto, soprattutto perché questo riconoscimento mi è stato dato un po’ da tutte le associazioni di Gaggiano. Quindi il fatto che abbiano pensato a me per tutto ciò che faccio e che facciamo in oratorio e nel sociale fa sicuramente piacere.

Nella vita quotidiana tu cosa fai? Qual è il tuo lavoro?

Io sono agricoltore, ho un’azienda agricola con la mia famiglia, coltiviamo quasi esclusivamente riso, da qualche anno abbiamo aperto un bed and breakfast e abbiamo la vendita diretta dei nostri prodotti.

Progetto-Chiocciola-Beppe-Gorini

Com’è nato il tuo interesse ed il tuo impegno nel sociale?

Bisogna andare indietro nel tempo, quando in oratorio facevo l’animatore e l’educatore, facevo parte anche dellaFOM Federazione Oratori Milanesifacendo corsi agli educatori in giro per gli oratori.

Quando facevi l’educatore all’animazione estiva che parroco c’era?

Ho iniziato con don Giovanni, ma il tutto si è sviluppato con don Maurizio. Abbiamo passato anni davvero belli, don Maurizio era bravissimo, noi eravamo un bel gruppo di amici affiatati e abbiamo realizzato tante cose belle. Tutti i ragazzi che venivano in oratorio in quegli anni si ricordano ancora le vacanze in montagna e gli oratori estivi. Ora li rivedo all’asilo con i figli e mi accorgo di quanto passi il tempo.

Il tuo impegno con l’Unitalsi quando è cominciato?

Con l’oratorio l’impegno era diminuito per motivi di età, a vent’anni cominciai ad andare a Lourdes con il gruppo di Gaggiano. Oltre al pellegrinaggio annuale facciamo spesso visita agli ammalati del paese e a quelli nei ricoveri: Abbiategrasso, Garlasco, Gravellona, Binasco, Morimondo e altri, c’è gente di Gaggiano un po’ ovunque. A Natale facciamo un giro per gli auguri e portiamo loro il panettone, quest’anno ne abbiamo portati più di 80 tra ospedali e ricoveri. Diciamo che queste sono le attività classiche dell’Unitalsi: l’assistenza ai malati e agli anziani e il pellegrinaggio a Lourdes.

Progetto-Chiocciola-1

Com’è nata l’idea del progetto Chiocciola?

Abbiamo iniziato a pensarci nel 2004 durante un pellegrinaggio a Lourdes, parlando con le mamme di due ragazzi disabili. Ci spiegavano che sarebbe stato bello dare un seguito allo stare insieme e coltivare le amicizie anche a casa. Questi ragazzi durante il giorno sono in istituto, a scuola o a casa, quindi non hanno la figura dell’amico con cui passare il tempo e giocare. Così con i ragazzi dell’Unitalsi e quelli dell’oratorio abbiamo iniziato a pensarci. Già con don Maurizio iniziammo l’esperienza del volontariato alla Sacra Famiglia di Cesano Boscone; a sabati alterni con gli adolescenti andavamo a far visita a chi era ricoverato. Alla fine sentendo i ragazzi che venivano alla Sacra Famiglia, gli educatori e un po’ di amici abbiamo creato un bel gruppo e ci siamo organizzati, abbiamo pensato al nome e siamo partiti.

Quindi il progetto Chiocciola ha lo scopo di far sì che questi ragazzi si incontrino, facciano amicizia e attività insieme?

Sì, andiamo al cinema, a mangiare la pizza, facciamo attività che per tanti sono normali ma che per altri sono difficoltose. È uno stare insieme, è un gruppo di amici, non è un’assistenza, coloriamo facciamo i lavoretti e tante altre attività.

Quando vi incontrate?

Tutti i sabati o a volte di domenica. La cosa bella è che a volte anche le associazioni partecipano, ad esempio quando andiamo a giocare a calcetto vengono la Nuova Bonirola e la Freccia Azzurra; quando facciamo i biscotti viene il Renato Cassani della Coopertiva Terra e Cielo; siamo andati a San Vito e il Gruppo Sanvitese ci ha organizzato la merenda, partecipano un po’ tutti.

Progetto-Chiocciola-calcetto

Come riesci a conciliare il lavoro, la famiglia e il volontariato?

Si fa un po’ fatica. Con il lavoro nei campi ci sono periodi come semina e raccolto durante i quali esco la mattina e torno la sera, il resto del tempo faccio un po’ di salti mortali, Paola cerca di portare pazienza. Siamo un bel gruppo di volontari e di amici quindi riusciamo a gestirci bene.

Quanti siete?

Proprio volontari che vengono regolarmente siamo una quindicina, poi ci sono tante persone che vengono quando c’è qualche occasione: quando giochiamo a calcetto, andiamo al cinema o a mangiare una pizza.

Avete una sede?

Sì, siamo partiti in parrocchia, don Nino ci aveva lasciato una saletta, poi ci siamo spostati in oratorio perché per i ragazzi era più adatto, c’è il campo da basket si può giocare, stare fuori. Adesso spesso ci troviamo anche al bar così siamo in mezzo alla gente. Uno scopo del progetto chiocciola è anche quello di sensibilizzare le persone a stare insieme ai ragazzi disabili, infatti, anche con l’oratorio ogni tanto vengono le classi di catechismo, quest’anno siamo andati a parlare coi ragazzi di prima media, poi sono venuti loro a fare l’attività; è proprio una questione di educare allo stare insieme.

Quanti ragazzi sono?

Sono otto, erano dieci, poi un ragazzo si è trasferito a Trezzano s/n e uno purtroppo è morto perchè gravemente malato.

Sono tutti di Gaggiano?

Sì, noi siamo partiti proprio per i gaggianesi, a volte vengono i ragazzi di Lourdes da Nerviano, Cantù quando facciamo i pranzi sotto alla chiesa.

Progetto-Chiocciola

Come raccogliete i fondi?

Grazie all’aiuto di tante associazioni che ci danno una mano, i Maratoneti con la corsa “su e gio per i punt de Gagian” ci hanno dato qualcosa, anche l’associazione Liberamente ci aiuta, devo dire che quando ci serve, qualcosa arriva sempre.

Se posso vorrei fare alcuni ringraziamenti. In primis la mia famiglia che fa qualche sacrificio per poter conciliare i vari impegni, poi i volontari della chiocciola e dell’Unitalsi che danno un grande aiuto, infatti l’ho detto anche alla premiazione, il premio va a me ma anche a tutta l’associazione, al gruppo. Ringrazio anche l’oratorio di cui facciamo parte e le associazioni che ci danno una mano e ci fanno sentire il loro affetto.

Dopo questa bella chiacchierata, saluto Beppe e lo ringrazio per la bella lezione di vita che mi ha regalato con la sua esperienza che porta avanti con passione e volontà.

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