Babbo Natale va in pensione

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di Marco Costanzo

Una storiella simpatica, scritta per essere utilizzata in una prova della caccia al tesoro che si è svolta durante il mercatino di Natale. Da leggere o far leggere ai bambini.

«Appena giunta in redazione questa notizia non ci volevamo credere. Abbiamo chiamato tutte le più importanti testate giornalistiche del paese, “La Gazzetta del Natale”, “Regali News”, “La Voce del Folletto” ma niente, nessuno sapeva nulla. Allora abbiamo deciso di chiedere direttamente a lui, Babbo Natale. Ma siccome nessuno sa il suo numero di telefono e neppure la sua mail e giustappunto nessuno sa neppure dove abita di preciso nella sconfinata terra di Lapponia, in provincia di Finlandia, nel Circolo Polare Artico, che non è un posto dove i nonni vanno a giocare a carte ma è un luogo freddissimo, l’abbiamo contattato nell’unico modo possibile: con una letterina. Allora abbiamo preso carta e penna ed abbiamo scritto, con la mano tremolante per l’emozione, le seguenti parole:

“Caro Babbo Natale, ma è vero che vai in pensione? Perchè? Sei così giovane, non hai nemmeno mille anni. Come faranno tutti i bambini adesso? Chi porterà loro i regali? Ti prego dacci spiegazioni…”

Abbiamo chiuso la lettera nella busta e siamo usciti per cercare una casella della posta, una di quelle rosse sparse per il paese, con due fessure, una con scritto “per la città” e l’altra “per tutte le altre destinazioni” di quelle che quando noi grandi eravamo bambini ce n’erano tante e che invece oggi scarseggiano perchè tutti mandano le e-mail… Ne abbiamo trovata una all’angolo della via dove c’è la trattoria vicino alla piazza e l’abbiamo imbucata. Dopo alcuni giorni di trepidante attesa (trepidante significa che eravamo in ansia di sapere la risposta), abbiamo trovato una busta rossa nella nostra casella di posta. Una busta chiusa con un nastro d’argento e sigillata con la ceralacca, proveniente dalla Lapponia, provincia di Finlandia, nel Circolo Polare Artico. L’abbiamo aperta con tanta curiosità (tipo quando un bambino trova un regalo sotto l’albero ed è curioso di sapere cosa c’è dentro), abbiamo tirato fuori il foglietto e abbiamo cominciato a leggere.

“Caro giornalista del giornale “Natale Magazine”, grazie per avermi scritto, le spiego perchè voglio andare in pensione. Dopo quasi mille anni di onorato servizio mi sento un po’ stanco, ma non è solo per questo motivo. Se devo essere sincero mi sento un po’ inutile, ormai i bambini hanno tutto quello che vogliono, Play Station, iPad, smartphone, scarpe Jordan, Cicciobelli, figurine e altre cose. Poi i loro genitori non devono neanche andare nei negozi, comprano tutto col computer e si fanno arrivare le cose a casa col furgone. Io non ce l’ho il computer, ho solo una televisione in bianco e nero un po’ vecchia che non funziona molto bene, non riesco neanche a vedere i cartoni animati. Per questo motivo avevo deciso di andare in pensione. Dico avevo perchè da quando ha cominciato a circolare questa notizia ho ricevuto tantissime lettere di tantissimi bambini da tantissimi paesi che mi chiedevano di continuare la mia attività. Addirittura ho ricevuto lettere anche di bambini che non credevano più che io esistessi e che mi hanno detto che si erano sbagliati. Ora credono nella mia esistenza e vogliono continuare a ricevere regali. Ricordo bene la lettera di una bambina di nome Gioia che mi ha scritto:

“Caro Babbo Natale, anche se noi bambini abbiamo tutto, vogliamo continuare a credere nella magia del Natale, perchè, vedi, il Natale non serve solo per i giocattoli, serve soprattutto per regalare amore, gioia, serenità e affetto. Se tu vai in pensione tutto questo non potrà esserci. Pensa solo agli adulti: quelli che non credono nella tua esistenza certe volte litigano e non si parlano. Noi bambini invece quando litighiamo facciamo subito la pace e ci vogliamo bene. Quindi ti prego, continua a fare il tuo lavoro”.

Vede signor giornalista di “Natale Magazine”, tutto questo affetto mi ha convinto a strappare la richiesta di pensionamento che avrei dovuto mandare all’INPS (Istituto Natalizio Pensionati Stanchi) e mi ha dato la voglia di rimettermi all’opera con i miei aiutanti folletti per confezionare regali; e stia pur certo signor giornalista di “Natale Magazine” che nei pacchi non metterò solo giocattoli, ma tanto amore, gioia, serenità ed affetto”.»

Firmato: Babbo Natale, Lapponia provincia di Finlandia, Circolo Polare Artico.

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