Antibiotico resistenza • Benessere Naturale

0

di Patrizia Rossetto

A causa dell’abuso di antibiotici, i batteri sviluppano l’immunità verso di essi.

Per capire di cosa stiamo parlando, chiariamo prima di tutto la differenza tra virus e batteri. I virus sono entità biologiche parassite capaci di replicarsi esclusivamente all’interno di cellule viventi di altri organismi (uomo, animali, piante). I batteri, invece, sono entità biologiche indipendenti in grado di riprodursi autonomamente. Ve ne sono di ”buoni” (su pelle, bocca, vie respiratorie, apparato digerente e vie urinarie) e la loro presenza è indispensabile per la nostra esistenza poichè concorrono alla sintesi di sostanze, quali micronutrienti e sali minerali. Quelli patogeni, invece, invadono l’ospite moltiplicandosi a dismisura e producendo tossine.

Gli antibiotici sono farmaci in grado di combattere le infezioni dei batteri patogeni. Normalmente il corpo reagisce già, in modo fisiologico, mettendo in azione il sistema immuitario e spesso attraverso la febbre, uno dei più potenti strumenti di difesa del nostro corpo. In molti casi gli antibiotici hanno un “effetto calmante” sulle ansie da genitori affetti da “panico da febbre”.

Questo atteggiamento cosa ha prodotto negli ultimi 40 anni? L’uso improprio degli antibiotici, le sovraprescrizioni, le autoprescrizioni, le prescrizioni implorate, le assunzioni interrotte prima della fine della cura, l’abuso di antibiotici in zootecnica (dagli allevamenti intensivi fino a tutta la filiera di carne, latte e latticini) hanno creato il drammatico problema della resistenza antibiotica.

Che cos’è? È la capacità dei batteri di resistere all’ attività di un farmaco antibiotico. I batteri cercano di difendersi dall’antibiotico e, mettendo in atto strategie di sopravvivenza con mutazioni genetiche, modificano le loro strutture cellulari e diventano immuni al farmaco. Il dato più significativo è che questa resistenza può essere trasmessa da un batterio all’altro.

Tra l’estate del 2014 e il maggio 2016 oltre un milione di persone nel mondo sono decedute a causa di questo problema; le stime ipotizzano che nel 2050, in tutto il mondo, il numero di morti per questo fenomeno passerà dai 700.000 attuali a oltre 10 milioni di decessi ogni anno. La trasmissibilità della resistenza è l’aspetto più serio di questo problema: i nuovi ceppi batterici modificati sono resistenti a più antibiotici.

Il batterio Klebsiella Pneumoniae e l’Escherichia Coli, ad oggi, risultano già refrattari a cure antibiotiche in oltre il 50% dei casi. Negli ultimi anni sono stati trovati pochissimi nuovi antibiotici, a causa anche degli altissimi costi delle ricerche; pertanto, in alcuni paesi, sono stati rispolverati vecchi antibiotici che hanno un livello più alto di tossicità (es. colistina in Cina).

L’Italia è il paese europeo tristemente in cima alla classifica dell’antibiotico-resistenza; dal 2000 al 2007 il consumo di alcune molecole è aumentato del 400%. Tutto ciò deve rappresentare uno stimolo per decidere consapevolmente ed essere responsabili della pripria salute, su un corretto uso dei farmaci, per il nostro bene e per quello di tutta la collettività.

(Dati da: ”Proteggiamo il Futuro” di Prodeco Pharma)

(credit immagine di copertina: <a href=”https://it.freepik.com/foto-vettori-gratuito/medico”>Medico vettore creata da brgfx – it.freepik.com</a>)

antibiotico-resistenza

 

Patrizia-Rossetto-il-Giardino-delle-Farfalle

Comments are closed.