Accademia Gaggiano: non solo Calcio

0

di Aurora Puccio

“Io credo che nella vita le persone debbano dare tutto quello che hanno. Poi… non c’è scritto da nessuna parte che bisogna sempre far risultato nelle cose.” Roberto Baggio

Logo-Accademia-Gaggiano-SampL’ultima partita di calcio che ho visto con passione è stata quella dove Roberto Baggio ha dato l’addio. Un esempio sia come calciatore che come uomo, eppure, fin da piccola, le guardavo tutte. Un giorno sono diventati tutti matti per i soldi e hanno cominciato a giocare tutti i giorni della settimana, e non ci ho capito più niente. Anticipo, posticipo, e soprattutto c’è lei, la regina di tutti i mali, colei che, insieme alle polemiche sterili, ha contribuito a dire basta: la super moviola. Quel pomeriggio afoso, mentre mi accingevo a incontrare il presidente dell’Accademia Salvatore Davenia, tutto potevo immaginare fuorché la sua passione avesse il potere di riaccendere la mia. Ha le idee chiare Davenia, imprenditore nel settore alimentare: il mondo del calcio così com’è adesso non gli piace ed io sono d’accordo con lui. Mi racconta, che nel suo piccolo, ha deciso di dare un contributo allo sport che ama, riportando antichi valori persi nel tempo. Il progetto dell’Accademia, Next Generation si basa sull’attività calcistica, supportata da altre forme artistiche, come ballo e musica, forse in futuro anche dal teatro, perché il presidente crede fermamente che prima di formare un buon calciatore, occorra plasmare bravi uomini, stimolando la creatività. Gli atleti sono prima di tutto delle persone. Questo, nel mondo di oggi è sovente dimenticato dalle società, dagli allenatori e persino da alcuni genitori. Tutti accomunati da un unico sogno: quello di perseguire il loro di successo tramite i ragazzi. Grazie a queste attività creative, la società invece, li aiuta a sviluppare valori come il rispetto, l’educazione, lo spirito di aggregazione, perché il mondo non è fatto solo di calcio. Ci sono ragazzi talentuosi che da qui sono stati chiamati da società importanti. Alcuni sono andati avanti, altri sono tornati in Accademia e non si sono sentiti dei falliti. Si sono sentiti come delle persone fortunate che hanno avuto la loro chance e a cui purtroppo è andata male. È la vita. Se si accetta tale esperienza con la giusta mentalità, il fallimento non può esistere a dispetto invece di questa società moderna che vuol fare credere l’esatto contrario creando persone frustrate e infelici. Per realizzare il progetto, Davenia ha organizzato l’Accademia come un’azienda. Ognuno ha un ruolo specifico e tutto è condiviso. A questo si è aggiunta la collaborazione con la Sampdoria, nota squadra di serie A che, rispetto ad altre società blasonate offertesi, era l’unica in linea con la filosofia dell’imprenditore. Con loro ha attuato un progetto lungo tre anni, dove seguiranno i ragazzi e daranno supporto tecnico agli allenatori. Quando gli chiedo come gestiscono i genitori, Davenia è chiaro: non hanno rapporti con loro. All’iscrizione firmano un modulo, dove sono messi a conoscenza delle attività svolte. Pertanto dopo, non gli dà nessuna possibilità di interferire sul lavoro tecnico degli allenatori che sono supportati da un professionista esperto in scienze comportamentali. Inoltre, se durante le partite dagli spalti insultano avversari e arbitri, sono allontanati immediatamente dai loro dirigenti. Ci tengono all’immagine dell’Accademia e deve essere chiaro a tutti, compreso ai genitori che qui prima di formare i calciatori, si sta educando degli uomini e gli adulti sono chiamati a dare l’esempio. Quando termino l’intervista, il mio cuore è invaso da un’emozione mista di commozione e di speranza. La speranza che ognuno di noi, come Salvatore Davenia, nel nostro piccolo, può piantare semi di valore in un mondo fatto di arroganza. Prima o poi questi semi germoglieranno e a poco a poco, l’arroganza sarà costretta ad andare via. Da qualche parte bisogna pur cominciare. Grazie Presidente!

Accademia-Gaggiano-Calcio

Comments are closed.